Oltre alle regole italiane, chi affitta per brevi periodi deve conoscere anche una novità europea: il Regolamento (UE) 2024/1028 sulla raccolta e condivisione dei dati degli affitti brevi. Vediamo cos’è, da quando si applica e cosa cambia in pratica per chi ospita.
In sintesi
- Il Regolamento (UE) 2024/1028 uniforma in Europa la registrazione degli host e la condivisione dei dati degli affitti brevi.
- Prevede un numero di registrazione e la trasmissione dei dati dalle piattaforme alle autorità.
- In Italia si collega al CIN.
- In pratica significa più trasparenza: la parte burocratica possiamo gestirla noi.
Cos’è il Regolamento UE 2024/1028
È un regolamento europeo che armonizza, in tutta l’Unione, il modo in cui vengono raccolti e condivisi i dati sulle locazioni brevi. L’obiettivo è dare più trasparenza al settore: regole comuni su registrazione delle strutture e sulla comunicazione dei dati di attività alle autorità pubbliche.
Da quando si applica
Il regolamento è pienamente applicabile dal 20 maggio 2026 negli Stati membri. Le modalità operative possono essere precisate a livello nazionale: verifica il testo ufficiale e le indicazioni delle autorità competenti.
Cosa prevede: registrazione e condivisione dei dati
In sintesi, il regolamento prevede che le strutture abbiano un numero di registrazione e che le piattaforme online (come Airbnb e Booking) raccolgano questo dato e condividano con le autorità i dati di attività — ad esempio notti e ospiti — attraverso punti di accesso digitali dedicati. Serve a ridurre gli annunci irregolari e a dare ai Comuni dati affidabili.
Il collegamento con il CIN in Italia
In Italia il numero di registrazione è il CIN (Codice Identificativo Nazionale), già obbligatorio e da indicare in ogni annuncio. Il regolamento europeo si innesta su questo sistema: avere il CIN in regola è il primo passo per essere allineati anche alle regole UE.
Cosa significa per te che affitti
Per l’host la direzione è chiara: regolarità e dati in ordine. Avere il CIN, comunicare gli ospiti alla Questura con Alloggiati Web e gestire correttamente la tassa di soggiorno sono gli adempimenti su cui si regge tutto. Vedi anche le novità 2026 degli affitti brevi.
La burocrazia la gestiamo noi
Tenere tutto in regola, tra regole italiane ed europee, è parte del nostro lavoro. Operiamo dal 2023 su 95 unità tra Roma e Venezia, con 4,8 su Google e 93 recensioni: CIN, comunicazioni, tassa di soggiorno e adempimenti li seguiamo noi, tu non devi imparare nulla.
Domande frequenti sul Regolamento UE affitti brevi
Cos’è il Regolamento UE 2024/1028?
È un regolamento europeo che armonizza la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi, con regole comuni su registrazione delle strutture e comunicazione dei dati alle autorità.
Da quando si applica?
È pienamente applicabile dal 20 maggio 2026 negli Stati membri dell’UE. Le modalità operative possono essere precisate a livello nazionale.
Cosa c’entra con il CIN?
In Italia il numero di registrazione è il CIN: averlo in regola e indicarlo negli annunci è il primo passo per essere allineati anche alle regole europee.
Cosa devo fare come host?
Tenere i dati in ordine: CIN valido, comunicazione ospiti alla Questura via Alloggiati Web e corretta gestione della tassa di soggiorno.
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Cosa significa per te, in pratica
Per un proprietario le ricadute concrete del Regolamento UE sono semplici: serve avere il CIN in regola e dati coerenti, perché le piattaforme trasmetteranno comunque le informazioni della tua struttura alle autorità. Tre cose da mettere a posto:
- verifica di avere il CIN ed esporlo su annunci e immobile (come richiederlo);
- controlla che i dati dell’annuncio (indirizzo, titolare, codici) siano corretti e aggiornati;
- tieni in ordine le comunicazioni ospiti e gli adempimenti, perché la tracciabilità sarà totale.
In sostanza, chi è già in regola non ha nulla da temere: il Regolamento premia la trasparenza e penalizza chi lavora in nero.
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