Stai per affidare il tuo immobile a un property manager e vuoi sapere esattamente cosa firmi? Giusto così: il contratto di gestione per affitti brevi — il mandato — è il documento che stabilisce chi fa cosa, quanto costa, per quanto tempo e come si esce. Capirlo bene è il modo migliore per affidare la tua casa con serenità. In questa guida vediamo a cosa serve il mandato, quali formule esistono, la durata, il recesso e gli elementi che un buon contratto deve sempre avere.
In sintesi
- Il mandato di gestione stabilisce chi fa cosa, quanto costa, per quanto tempo e come si esce.
- Due formule: gestione a percentuale o canone garantito.
- Vanno sempre chiari durata, recesso e condizioni di uscita.
- Un buon contratto è trasparente fin dal primo giorno.
Guida completa al contratto di gestione per affitti brevi
Il contratto di gestione è l’accordo con cui il proprietario affida a una società specializzata la conduzione dell’immobile per la locazione turistica. Il punto chiave è semplice: la casa resta tua. Resti titolare dell’immobile, dei ricavi e delle decisioni importanti; la società mette metodo, persone e tecnologia per farlo rendere, dietro un compenso. Non è una cessione e non è un affitto: è un mandato di gestione.
A cosa serve il mandato e cosa prevede
Il mandato mette nero su bianco l’intera operatività, così non restano zone grigie. In genere definisce:
- I servizi inclusi: annunci e prezzi dinamici, gestione degli ospiti e dei check-in, pulizie e biancheria, adempimenti (CIN, Alloggiati Web, tassa di soggiorno), rendicontazione.
- Il compenso e come viene calcolato.
- I flussi di denaro: come e quando il proprietario riceve gli incassi.
- Durata, rinnovo e recesso.
- Obblighi e responsabilità di ciascuna parte.
Come funziona il servizio nel suo complesso lo spieghiamo nella guida alla gestione affitti brevi a Roma.
Gestione a percentuale o canone garantito: le due formule
Il compenso di un contratto di gestione segue di norma due modelli:
- Gestione a percentuale. La società trattiene una percentuale sul netto generato dall’immobile; il resto è del proprietario. È il modello più diffuso perché allinea gli interessi: la società guadagna di più solo se fa guadagnare di più anche te.
- Canone garantito. Il proprietario riceve un importo fisso mensile, mentre lo sfitto e la stagionalità passano alla società. È la scelta di chi preferisce la certezza assoluta a un potenziale più alto ma variabile; i dettagli sono in affitto garantito (rent to rent).
In entrambi i casi, la regola di un buon contratto è una sola: il compenso è scritto chiaro nel mandato prima della firma, senza costi nascosti.
Durata, recesso e condizioni di uscita
La durata di un contratto di gestione è concordata tra le parti e di solito annuale con rinnovo, ma ciò che conta davvero sono le condizioni di uscita: preavviso, gestione delle prenotazioni già confermate, passaggio dei profili sui portali. Un contratto serio le scrive in chiaro, così sai in anticipo come e quando puoi uscire. Diffida di chi è vago su questo punto.
Gli elementi che un buon contratto deve sempre avere
- Compenso unico e trasparente, senza fee nascoste o ricarichi a sorpresa.
- Rendiconto mensile con ogni voce in chiaro e versamento puntuale degli incassi.
- Servizi inclusi dettagliati, per sapere cosa è compreso e cosa no.
- Condizioni di recesso e gestione del passaggio in uscita.
- Responsabilità e coperture ben definite.
- La conferma che l’immobile resta del proprietario, con la piena titolarità.
Perché con ReRent Group il contratto è chiaro dal primo giorno
Lavoriamo con un principio semplice: se non guadagni tu, non guadagniamo noi. Il compenso è una percentuale sul netto, scritta nel mandato prima della firma; ogni mese ricevi il rendiconto con ogni voce in chiaro; e le condizioni di uscita le leggi nero su bianco prima di firmare. Lo facciamo dal 2023, oggi su 95 unità tra Roma e Venezia, con 12 milioni di € di patrimonio in gestione e 4,8 su Google con 93 recensioni. Scopri i nostri servizi per i proprietari e contattaci se vuoi conoscerci.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra mandato di gestione e affitto?
Con il mandato di gestione la casa resta tua: incassi i ricavi meno un compenso e la società conduce l’immobile per tuo conto. Con l’affitto (o canone garantito) ricevi invece un importo fisso e cedi la disponibilità operativa dell’immobile per la durata concordata.
Quanto dura un contratto di gestione per affitti brevi?
Di norma è annuale con rinnovo, ma la durata si concorda tra le parti. Più delle durata contano le condizioni di recesso e di uscita, che un buon contratto scrive in chiaro.
Come viene calcolato il compenso del property manager?
Nel modello a percentuale è una quota sul netto generato dall’immobile, scritta nel mandato prima della firma. Nel canone garantito il proprietario riceve invece un importo fisso mensile. In entrambi i casi un buon contratto non prevede costi nascosti.
Posso recedere dal contratto di gestione?
Sì, secondo il preavviso e le condizioni scritte nel mandato. L’importante è che il contratto definisca in anticipo come si gestiscono preavviso, prenotazioni già confermate e passaggio dei profili sui portali.
Glossario
- Mandato di gestione: contratto con cui il proprietario affida la conduzione dell’immobile a una società, restandone titolare.
- Gestione a percentuale: modello in cui la società trattiene una quota sul netto e versa il resto al proprietario.
- Canone garantito: formula con un importo fisso mensile al proprietario, con sfitto e stagionalità a carico della società.
- Rendiconto: report mensile con incassi, costi e saldo versato, voce per voce.
- Recesso: facoltà di chiudere il contratto secondo preavviso e condizioni concordate.
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